M A M M A L U N A

                                 di denise vannucchi

 

 

In tempi in cui troppe cose non vanno bene e tutto è (o appare?) il contrario di tutto... beh... in questi tempi decidiamo di fare pulizia per riprendere tra le mani la nostra vita.

Premettendo che le persone non nascono buone o cattive, riconoscendo che sono invece altri gli elementi che le condizionano, direi proprio che è giunta l’ora di rivedere tutta la faccenda e di aiutarci – ed aiutare, a maggior ragione, i nostri piccoli futuri uomini e donne – a proseguire il nostro cammino con tutta l’energia e consapevolezza di cui possiamo essere capaci.

 

 

 

  Le persone non fanno i viaggi,

sono i viaggi che fanno le persone. 

John Steinbeck

 

 

 

 

 

Qualunque progetto, aspirazione, tendenza si possa avere - o non avere, in quanto non sempre sappiamo “cosa” cercare e “di cosa” abbiamo realmente bisogno -, è necessario per ognuno di noi essere forniti di un equilibrio interiore che ci permetta di sopportare e supportare gli eventi che ci accadono.

Brutti o belli che siano (ebbene sì, ci vuole molto coraggio anche ad accettare le belle notizie)!

Con consapevolezza e serenità si può affrontare praticamente tutto, ma la nostra preparazione alla vita è spesso offuscata e soprattutto resa complessa da fattori esterni (condizionamenti familiari, esperienze nostre ed altrui) che ci toccano e segnano, disturbando le nostre personali inclinazioni e decisioni.

 

 

Non possiamo sempre evitare un disagio,

ma sicuramente controllare e migliorare il modo di affrontarlo.

 

 

NON RACCOGLIERE LE OFFESE

 

Il Buddha insegnava ovunque passasse. Un giorno (...) un uomo venne ad ascoltarlo confondendosi tra la folla. L'ascoltatore si mise presto a ribollire di invidia e rabbia.

La santità del Buddha lo esasperava.
Non riuscendo più a trattenersi, urlò degli insulti. Il Buddha rimase impassibile.
L'uomo lasciò la piazza imprecando.

Mentre procedeva lungo (...), in lui crebbe la consapevolezza che la sua collera

era nata dalla gelosia e che aveva insultato il saggio.

Si sentì così a disagio che tornò indietro, deciso a presentare le sue scuse al Buddha.
(...) Quando fu vicino abbastanza, si prosternò, supplicando il Buddha di perdonargli

la violenza delle sue parole e l'indecenza del suo pensiero.

Pieno di compassione, il Buddha andò a rialzarlo:

"Non ho nulla da perdonarti, non ho ricevuto ne' violenza ne' indecenza".
"Eppure ho proferito ingiurie e pesanti volgarità".
"Che cosa fai se qualcuno ti tende un oggetto di cui non conosci l'uso

o che non desideri afferrare?".
"Non tendo la mano, non lo prendo, naturalmente".
"Cosa fa il donatore?".
"Beh, che cosa può fare? Conserva il suo oggetto".
"Ecco perchè sembri soffrire delle ingiurie e delle volgarità che hai proferito.

Quanto a me, rassicurati, non ho provato alcuna pena.

Non c'era nessuno che prendesse la violenza che tu davi".

 

“Racconti dei saggi dell'India”  - Martine Quentric-Seguy